Museo enogastronomico Castello di Compia

Museo Enogastronomico

Il locale, che fu un tempo cucina della dimora
della Marchesa Raimondi vedova Gambarotta, è stato trasformato nel 2012
in spazio museale, dedicato all'enogastronomia locale, e
in esso la tecnologia di video si integra con oggetti dal valore etnografico.

 

_tra sapori e tradizioni

La sala al piano terra del Castello, in comunicazione con la biglietteria/reception, accoglie oggetti che caratterizzavano le cucine locali tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, nonchè utensili
legati ad antiche produzioni artigianali parmensi.

Compiano e il territorio della Valtaro vantano alcune eccellenze alimentari di fama internazionale: il Parmigiano Raggiano di montagna, i salumi, i funghi porcini, le castagne e altri prodotti della terra, a cui si lega anche la tradizione della pasta fresca tirata a mano. Queste tradizioni, perdute o mutate nel tempo dalla tecnica, rivivono nel racconto di postazioni-video.

Sono presenti materiali pubblicitari d’epoca (ex pubblicità della Barilla), attrezzi legati alle produzioni e conservazioni di alimenti locali oltre a utensili antichi usati da contadini, norcini e casari.

Tra i vari oggetti, si segnala la presenza di "testi", un antichissimo utensile della cucina lunigianese, realizzato in ghisa, un tempo in terracotta. Esso è composto da due parti di circa 40-50 cm di diametro:
quella inferiore, chiamata sottano mentre il coperchio superiore è detto soprano. I testi, dopo essere stati arroventati sul fuoco vivo, vengono poggiati su degli alari, per tenerli appena sollevati rispetto al fuoco e alla brace. Durante le preparazioni, il soprano viene coperto con braci e cenere, perché la sua temperatura resti costante, prima di versare l'impasto, piuttosto liquido, a base di farina di grano, acqua e sale, sul sottano e lasciato inizialmente cuocere scoperto. Dopo qualche istante, il testo viene chiuso con il soprano. Una volta pronto, il testarolo è pronto e può essere gustato in accompagnamento a
salumi e formaggi, oppure, tagliato in losanghe e fatto rinvenire in acqua bollente, a fuoco spento, condito con olio e formaggio grattugiato, pesto al basilico o con sughi a base di funghi.
 
Terminata la visita potrete degustarlo presso il nostro ristorante "Al Panigaccio".