Il Castello di Compiano si rifà il look!


Dalla metà del mese di febbraio scorso, la facciata del Castello di Compiano risulta occultata da vistosi ponteggi. Negli ultimi anni diversi sono stati i lavori che hanno interessato lo storico edificio o le sue immediate adiacenze. Il più importante è sicuramente stato l’intervento del miglioramento sismico della torre Nord (2015-2016), che presentava delle importanti lesioni verticali, in corrispondenza dei merli. La peculiarità dell’intervento ha riguardato la posa, a diverse quote della torre, di cinturazioni composte da trefoli in acciaio inox, inglobati all’interno delle fughe di malta e vincolati alle murature perimetrali del castello attraverso delle barre in acciaio inox M16, inserite all’interno di bulbi realizzati in malta a base calce.

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Successivamente si ricordano i lavori che hanno interessato un paio di anni fa le mura esterne del Castello, in corrispondenza della rampa di accesso, durante i quali fu riscoperto un antico pozzo, del quale si sta ultimando la sua fruibilità, grazie al prossimo posizionamento di una grata.


L’attuale cantiere riguarda l’intervento di messa in sicurezza e ripristino delle mura del Castello di Compiano. Esso risulta vincolato ex legge 1089/39, e pertanto tutte le lavorazioni previste sono state definite nell’ambito di una sostanziale compatibilità con le raccomandazioni MIBAC per gli interventi sui beni storico architettonici. Pertanto, l’intero progetto segue le Linee Guida del Ministero dei Beni Culturali finalizzate ad assicurare la tutela, e garantirne la protezione e la conservazione architettonica, sulla base di un’adeguata attività conoscitiva.

Tali lavori sono stati resi possibili grazie a proventi derivanti dall’Agenzia Regionale della Sicurezza della Protezione Civile, già erogati nel 2019 e che hanno compreso gli interventi di cui sopra. L’importo totale di 350.000 euro in due anni si concluderà verso la metà di luglio.

La relazione tecnica ha evidenziato gli elementi del Castello oggetto di tale manutenzione e i relativi punti di criticità: dal degrado dei materiali lapidei e cementizi, interessati da patina biologica e vegetazione, fenomeni di erosione ed esfoliazione, nonché lacune e formazioni di croste. Anche gli inserti lignei sono oggetto di analisi e di intervento: gli infissi in castagno laccato risalenti all’epoca in cui le sale furono dimora della Marchesa Lina Raimondi Gambarotta (1966-1987) presentano vistosi rigonfiamenti e marcescenze, dovute ad azioni di agenti atmosferici, così come cornicioni, travetti ed architravi presenti lungo i camminamenti di ronda. Anche le inferriate delle finestre poste al primo livello e le balaustre delle due aperture del camminamento sono state interessate da fenomeni di ossidazione e ruggine.

Internamente anche gli intonaci presentano un avanzato stato di degrado che li ha portati ad un distacco, causato dall'infiltrazione continua di acqua attraverso gli infissi.

Attualmente, il primo intervento portato a termine, volto alla riapertura nel mese di maggio, delle collezioni museali, è stata la rimozione delle lastre in pietra della pavimentazione di ingresso (dove insisteva originariamente il ponte levatoio), la loro numerazione, pulizia e successiva posa conseguentemente al rifacimento di un nuovo sottofondo rinforzato grazie ad una rete elettrosaldata e ad ancoraggi ai muri perimetrali. Sono stati inoltre aggiunti due corpi illuminanti che si sommano ai precedenti, per permettere un accesso migliore in notturna agli ospiti che soggiornano presso le camere dell’hotel relais.

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Il primo cittadino Francesco Mariani ha sottolineato l’urgenza e il valore di questi interventi che, sebbene creeranno qualche disagio all’inaugurazione dell’imminente stagione turistica, accresceranno il valore del monumento e la sua fruizione, in tutta sicurezza, da parte del pubblico.




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